CBD Cannabidiolo

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CBD

La Canapa è una pianta ricca di principi attivi, il più famoso ed anche purtroppo il motivo della discordia è il THC (tetraidrocannabinolo) che ha effetti psicotropi ed è utilizzato in campo medico (oltre all’uso ricreativo) soprattutto come efficente e naturale antidolorifico.

Uno degli altri 85 principi attivi di cui la Canapa industriale è particolarmente ricco è il CBD (cannabidiolo), si tratta del princio attivo curativo della canapa, ha effetti sedativi, anticonvulsivanti, antiossidanti e antinfiammatori. Si è rivelato inoltre in grado di regolare la pressione saguinea ed è un promettente antispasmodico, ma soprattutto diverse ricerche dimostrano una efficace attività antitumorale.

Le varietà di Canapa industriale legali, particolarmente ricche di CBD, possono contribuire a trattare una varietà di sintomi medici, inclusi:

  • Dolore cronico
  • Infiammazione
  • Ansia
  • Spasmi muscolari

Di conseguenza, gli studi clinici e le ricerche scientifiche evidenziano la capacità del CBD di trattare, alcuni disturbi neurologici, la sclerosi multipla, l’epilessia, il diabete, l’artrite e l’abuso di alcool. L’uso del CBD è popolare tra coloro che non vogliono risposte psicoattive, o la sensazione di sballo senza rinunciare ai benefici equilibratori della Canapa.

Possiamo assimilare il CBD tramite tisane o infusi di fiore di Canapa oppure in soluzioni già pronte come quella proposta dalla Canapoil, azienda Umbra nella provincia di Perugia, che lavora solo Canapa italiana controllata, di cui siamo collaboratori. Trovate nel nostro negozio on line le offerte dedicate.

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L’uso di questi princi attivi non ha controindicazioni o particolari effetti collaterali, il cervello umano è dotato di ricettori appositi sia per il THC che per il CBD, la canapa infatti è una pianta che ha fatto parte dell’alimentazione umana fin dalle origini, quindi non esistono casi di allergia o intolleranza. Assumere 2 o 3 gocce di cbd al giorno regola l’equilibrio corporeo, rilassa e cura lievi infimmazioni ma, in caso di necessità per particolari patologie, è fondamentale rivolgersi a medici ed esperti per farsi prescrivere i giusti dosaggi e tempi di assimilazione.

Il CBD una volta era considerato un cannabinoide minore, poiché era all’ombra del THC. Quello che sappiamo ora è che questa sostanza chimica naturale è benefica e versatile come il THC nel fronteggiare molte patologie difficili da gestire come il diabete, l’artrite reumatoide, il cancro, l’epilessia, le infezioni resistenti agli antibiotici, l’alcolismo, disturbi post-traumatici da stress (DPTS) e disturbi neurologici. Il CBD agisce come un forte ansiolitico (riduce l’ansia), è un anticonvulsivante, un antiemetico (riduce la nausea), ha azione antinfiammatoria, è un ottimo antiossidante (è meglio delle vitamine C e E), ha proprietà antipsicotiche e antidepressive. Uno degli aspetti più interessanti del CBD sono le sue proprietà anti-infiammatorie, anti-ossidanti e neuro-protettive da cui deriva una grande speranza nel trattamento dell’Alzheimer, del morbo di Parkinson e di tutte le malattie neurodegenerative. Il cannabidiolo aiuta anche a regolare la pressione sanguigna ed è citotossico per il cancro al seno ed altri tipi di cellule tumorali, mentre protegge le cellule sane.

I ricercatori hanno anche cercato di capire l’impatto del CBD su alcune infezioni resistenti agli antibiotici, analizzando anche le sue qualità antiossidanti. Inoltre, il cannabidiolo è un possibile trattamento proattivo, ossia attuato non soltanto nelle fasi acute ma anche in assenza di sintomi e per lunghi periodi, che avvantaggia il sistema neurologico.

Qui di seguito riportiamo alcune proprietà mediche del CBD, secondo uno studio del 2013 pubblicato dal British Journal of Clinical Pharmacology.